Potrebbe titolare “Il Tempio poeta” questo breve (se non fosse per lui) messaggio di stima (ché altro non è); ma non c’è poesia, che voglia dirsi tale, incapace di sedurre. Cateno Tempio – del cui amore per la poesia si trova traccia persino nel suo blog – seduce con una poesia una donna, un uomo, un poeta e ogni vagabondo. Tempio è seduttore e la sua poesia è la sua seduttrice, sedotta anche. Se ci si chiede che dire quando scrive:
Questa poesia domestica è per te,
perché mi fai sentire a casa,
io, vagabondo del pensiero,
nascosto tra le favole danzanti
di versi e di sistemi.
La risposta è “Niente”. Ha già sedotto: condotto al silenzio, condotto a sé. Se in questo estratto dalla dedica dei suoi Disincanti (scritti tra il dicembre 2006 e il novembre 2008) trovo dieci, dentro trovo mille.


È stata pubblicata on-line una mia nuova
All’interno del forum di 

In morte di Turi
In queste parole l’autore non condensa un omicidio ma l’eterna vita infernale del siciliano. Il ventre grasso è quello della Sicilia, terra che imprigiona e che Brancati vividamente definiva appiccicosa come il miele.
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