In morte di Turi

In morte di TuriLa morte di Turi fu per lui lo specchio improvviso di quel che era diventato il giovane Bohemien di quarant’anni prima. Come ogni marito andato a male, diede la colpa alla moglie che l’aveva imprigionato, sputò nel suo ventre grasso di terra e si rassegnò a se stesso. (Salvatore La Porta, In morte di Turi, Villaggio Maori Edizioni 2008, pagg. 53-54)

In queste parole l’autore non condensa un omicidio ma l’eterna vita infernale del siciliano. Il ventre grasso è quello della Sicilia, terra che imprigiona e che Brancati vividamente definiva appiccicosa come il miele.
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Il Tempio seduttore

Potrebbe titolare “Il Tempio poeta” questo breve (se non fosse per lui) messaggio di stima (ché altro non è); ma non c’è poesia, che voglia dirsi tale, incapace di sedurre. Cateno Tempio – del cui amore per la poesia si trova traccia persino nel suo blog – seduce con una poesia una donna, un uomo, un poeta e ogni vagabondo. Tempio è seduttore e la sua poesia è la sua seduttrice, sedotta anche. Se ci si chiede che dire quando scrive:

Questa poesia domestica è per te,
perché mi fai sentire a casa,
io, vagabondo del pensiero,
nascosto tra le favole danzanti
di versi e di sistemi.

La risposta è “Niente”. Ha già sedotto: condotto al silenzio, condotto a sé. Se in questo estratto dalla dedica dei suoi Disincanti (scritti tra il dicembre 2006 e il novembre 2008) trovo dieci, dentro trovo mille.

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La difficile arte dell’ozio

Ho letto un articolo su Leggere: tutti che ho trovato molto interessante. Si tratta de «La difficile arte dell’ozio» di Sergio Auricchio, nel numero 31 (Luglio-Agosto 2008) della rivista, che mi permetto di riportare nelle immagini sottostanti.
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La rinascita democratica dell’Italia

La rinascita democratica dell’Italia consiste precisamente nella sua morte. Essa avviene da circa trent’anni e – senza cedere a catastrofismi, inutili alla seria e documentata percezione delle cose – il nostro Paese si sta così avviando alla sua morte, democratica o tout court. Mi diletto – in realtà, mi intristisco – a riflettere molto brevemente sulla questione a partire dall’intervento di oggi (3 novembre 2008) di Marco Travaglio. Il testo dell’intervento si trova sul sito di Beppe Grillo, ma ne suggerisco caldamente la visione su YouTube: La P2 è viva e lotta con noi.
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Alla ricerca del tempo perduto

L’irrefrenabile desiderio che mi colse avviandomi agli ultimi volumi della Recherche di Marcel Proust fu – diverso da quello che mi avrebbe colto non appena finito di leggere le ultime parole – quello di sapere tutto di Marcel Proust stesso. Di cogliere la sua vita, di vedere foto che lo ritraessero, di appropriarmi di volti da lui visti in vita e che avevano contribuito a disegnare nella sua immaginazione quelli ritratti nell’opera.
Un motivo, questo, per dedicarmi all’Album Proust (Mondadori, 1987) con tutta la forza che serbavo per sostenere tutto il dolore che mi provoca ancora in corpo il solo pensiero di una vita (e non soltanto alcuni anni, quelli in cui freneticamente redasse l’opera) dedicata alla letteratura – e cogliere, solo così, la bellezza e la profondità dell’esistenza.

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La temporalità tra filosofia e scienza

Ho avuto l’onore e il piacere di recensire diverso tempo fa un importante testo filosofico del Prof. Sandro Nannini (Università di Siena) per 2R, rivista di recensioni filosofiche per Swif – sito che purtroppo ha chiuso le attività. Avevo qui dedicato una pagina a quella recensione. Il Professore mi ha successivamente contattato e, dato che si è occupato e si occupa della problematica temporale nei suoi corsi, ho avuto l’ardire di invitarlo a discuterne qui a Catania per una giornata di studio. Ha accettato con gioia. Nella mia Facoltà non mancano certo docenti esperti in questo settore e le lezioni dei quali mi avevano solleticato un’idea simile. In particolare quella del Tempo (con la ‘t’ maiuscola) è una tematica cara al Prof. Biuso, che seguo da diversi anni ormai. Insomma, la giornata non poteva non essere organizzata. Ed è divisa in due sezioni non a caso. Una prima corrisponde agli approcci che potremmo definire “analitici”, la seconda “continentali”. Ma il vero scopo della giornata di studio è proprio tentare di accostare questi due rami delle scienze filosofiche, proprio a partire da tale tematica temporale, che affascina la filosofia dal suo inizio.

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Per una valorizzazione del presente

Pro-gettare il futuro è spingere il presente in una possibilità, non prenderlo a calci. Un nuovo decreto legge – già approvato da Camera e Senato nonostante i voti (naturalmente insufficienti) di quel che resta di un’opposizione -, nonché ultima e più grave vergogna del governo italiano (non oso dire “nuovo”, perché di quello “vecchio” non posso parlare: non ero ancora nato, sebbene abbia un quarto di secolo), prescrive il coma farmacologico (metafora usata anche durante l’Assemblea pubblica per la SSC) della Ricerca e dell’Università italiane. Un approfondimento è doveroso e riporto i siti da consultare – tuttavia più doveroso è un impegno preciso contro questo decreto. Primo impatto sulla realtà anche nostrana è la probabile chiusura della Scuola Superiore di Catania, uno dei due centri d’eccellenza del Sud Italia.

La valorizzazione del presente si effettua grazie al libero progetto dell’avvenire. (Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Bompiani 2005, p. 565)

Solo a mo’ di simbolo – cominciamento (e solo tale) di un impegno serio – appongo, proprio per i suddetti motivi, il banner che vedete.
Siti da consultare per saperne di più:

Questo qualche settimana fa. Adesso Sitosophia, il sito degli studenti di Filosofia dell’Università di Catania, ha indetto una petizione Contro il tramonto dell’Università italiana, allo scopo di mobilitare l’Ateneo catanese verso posizioni drastiche nei confronti del decreto e della finanziaria 2009 cui è legato. Si chiede di sospendere le attività e non far partire il nuovo anno accademico, non approvare i bilanci e indire manifestazioni in segno di netta protesta.

Quel che invitiamo a fare è firmare la petizione: basta visitare la pagina dedicata cliccando sul banner qui sotto.

Firma contro il d.l. 112
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Le relazioni virtuose

2R - Rivista di Recensioni filosofiche dello SwifÈ stata pubblicata on-line una mia nuova recensione di due volumi di Franco Soldani che compongono Le relazioni virtuose. L’epistemologia scientifica contemporanea e la logica del capitale (Uniservice, 2007) sulla rivista filosofica dello Swif, 2R – Rivista di Recensioni Filosofiche.

Dal sito della casa editrice è possibile scaricare l’indice generale dell’opera e leggere una breve presentazione del contenuto.

Nella recensione ho cercato di esporre in maniera sistematica il contenuto dei diversi capitoli di cui i volumi si compongono, tirando le somme con delle considerazioni. Prima di vederle in breve, desidero citare delle parti del testo che nella recensione era impossibile inserire. Saranno disposte seguendo l’ordine del libro, in modo da fornire – insieme alla recensione – una panoramica completa della tesi dell’autore.

In altre parole, tutti i punti di vista non afferenti alla scienza la prendono in esame esclusivamente a partire dalle proprie premesse disciplinari, il preordinato set di concetti e presupposti con cui si avvicinano al loro oggetto. Questo predefinito sistema d’idee, in cui sono immersi sin dall’inizio come un pesce nella sua acqua, vieta loro di questionare la scienza perché li obbliga a cercarvi solo ciò che la loro storia e il loro intelletto disciplinare gli impongono di cercare. La prospettiva da cui si guardano i fatti, insomma, è preformata dalla natura dei differenti tipi di analisi e anche per questa ragione non può avere col pensiero scientifico alcun intimo rapporto. (vol. I, p. 14, nota 3)

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Riassunto de «La Casta»

La Casta di Rizzo e StellaAll’interno del forum di Sitosophia ho proposto tempo fa di discutere del libro (best seller) dei due giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella titolato La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli, 2007). Avendo letto il libro, ho proposto una sorta di riassunto, per capitoli, dal quale poi alimentare la discussione: è venuto fuori un lungo topic.
Riporto qui il riassunto dell’Introduzione (pp. 7-23).
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La mente bicamerale

L'opera di JaynesUn libro raro, unico. Dall’introduzione sembra un manuale sui generis di filosofia della mente, la prima parte assomiglia ad un trattato di psicologia del mondo antico, la seconda parte un saggio di storia e archeologia, l’ultima pare proporre invece una teoria sociologica contemporanea. Dalla coscienza al cervello, dalla poesia antica agli dèi, dalle epigrafi alla filosofia greca e semitica, dalla schizofrenia e l’ipnosi agli oracoli templari; nell’insieme un saggio – nel senso di prova letteraria – di scienza pura. Quindi, di filosofia.
Con The origin of consciousness in the breakdown of the bicameral mind, edito nel 1976 e tradotto in italiano la prima volta nel 1984 e poi pubblicato in una seconda edizione ampliata nel 2002 da Adelphi (composta di 582 pagine) col titolo Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, Julian Jaynes, docente per lungo tempo di psicologia alla Princeton University, ha composto un capolavoro.
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