È stata pubblicata on-line una mia nuova recensione di due volumi di Franco Soldani che compongono Le relazioni virtuose. L’epistemologia scientifica contemporanea e la logica del capitale (Uniservice, 2007) sulla rivista filosofica dello Swif, 2R – Rivista di Recensioni Filosofiche.
Dal sito della casa editrice è possibile scaricare l’indice generale dell’opera e leggere una breve presentazione del contenuto.
Nella recensione ho cercato di esporre in maniera sistematica il contenuto dei diversi capitoli di cui i volumi si compongono, tirando le somme con delle considerazioni. Prima di vederle in breve, desidero citare delle parti del testo che nella recensione era impossibile inserire. Saranno disposte seguendo l’ordine del libro, in modo da fornire – insieme alla recensione – una panoramica completa della tesi dell’autore.
In altre parole, tutti i punti di vista non afferenti alla scienza la prendono in esame esclusivamente a partire dalle proprie premesse disciplinari, il preordinato set di concetti e presupposti con cui si avvicinano al loro oggetto. Questo predefinito sistema d’idee, in cui sono immersi sin dall’inizio come un pesce nella sua acqua, vieta loro di questionare la scienza perché li obbliga a cercarvi solo ciò che la loro storia e il loro intelletto disciplinare gli impongono di cercare. La prospettiva da cui si guardano i fatti, insomma, è preformata dalla natura dei differenti tipi di analisi e anche per questa ragione non può avere col pensiero scientifico alcun intimo rapporto. (vol. I, p. 14, nota 3)
All’interno del forum di 
Domenico Musti,




Per una valorizzazione del presente
Pro-gettare il futuro è spingere il presente in una possibilità, non prenderlo a calci. Un nuovo decreto legge – già approvato da Camera e Senato nonostante i voti (naturalmente insufficienti) di quel che resta di un’opposizione -, nonché ultima e più grave vergogna del governo italiano (non oso dire “nuovo”, perché di quello “vecchio” non posso parlare: non ero ancora nato, sebbene abbia un quarto di secolo), prescrive il coma farmacologico (metafora usata anche durante l’Assemblea pubblica per la SSC) della Ricerca e dell’Università italiane. Un approfondimento è doveroso e riporto i siti da consultare – tuttavia più doveroso è un impegno preciso contro questo decreto. Primo impatto sulla realtà anche nostrana è la probabile chiusura della Scuola Superiore di Catania, uno dei due centri d’eccellenza del Sud Italia.
Solo a mo’ di simbolo – cominciamento (e solo tale) di un impegno serio – appongo, proprio per i suddetti motivi, il banner che vedete.
Siti da consultare per saperne di più:
Questo qualche settimana fa. Adesso Sitosophia, il sito degli studenti di Filosofia dell’Università di Catania, ha indetto una petizione Contro il tramonto dell’Università italiana, allo scopo di mobilitare l’Ateneo catanese verso posizioni drastiche nei confronti del decreto e della finanziaria 2009 cui è legato. Si chiede di sospendere le attività e non far partire il nuovo anno accademico, non approvare i bilanci e indire manifestazioni in segno di netta protesta.