Per una valorizzazione del presente

Pro-gettare il futuro è spingere il presente in una possibilità, non prenderlo a calci. Un nuovo decreto legge – già approvato da Camera e Senato nonostante i voti (naturalmente insufficienti) di quel che resta di un’opposizione -, nonché ultima e più grave vergogna del governo italiano (non oso dire “nuovo”, perché di quello “vecchio” non posso parlare: non ero ancora nato, sebbene abbia un quarto di secolo), prescrive il coma farmacologico (metafora usata anche durante l’Assemblea pubblica per la SSC) della Ricerca e dell’Università italiane. Un approfondimento è doveroso e riporto i siti da consultare – tuttavia più doveroso è un impegno preciso contro questo decreto. Primo impatto sulla realtà anche nostrana è la probabile chiusura della Scuola Superiore di Catania, uno dei due centri d’eccellenza del Sud Italia.

La valorizzazione del presente si effettua grazie al libero progetto dell’avvenire. (Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Bompiani 2005, p. 565)

Solo a mo’ di simbolo – cominciamento (e solo tale) di un impegno serio – appongo, proprio per i suddetti motivi, il banner che vedete.
Siti da consultare per saperne di più:

Questo qualche settimana fa. Adesso Sitosophia, il sito degli studenti di Filosofia dell’Università di Catania, ha indetto una petizione Contro il tramonto dell’Università italiana, allo scopo di mobilitare l’Ateneo catanese verso posizioni drastiche nei confronti del decreto e della finanziaria 2009 cui è legato. Si chiede di sospendere le attività e non far partire il nuovo anno accademico, non approvare i bilanci e indire manifestazioni in segno di netta protesta.

Quel che invitiamo a fare è firmare la petizione: basta visitare la pagina dedicata cliccando sul banner qui sotto.

Firma contro il d.l. 112
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Le relazioni virtuose

2R - Rivista di Recensioni filosofiche dello SwifÈ stata pubblicata on-line una mia nuova recensione di due volumi di Franco Soldani che compongono Le relazioni virtuose. L’epistemologia scientifica contemporanea e la logica del capitale (Uniservice, 2007) sulla rivista filosofica dello Swif, 2R – Rivista di Recensioni Filosofiche.

Dal sito della casa editrice è possibile scaricare l’indice generale dell’opera e leggere una breve presentazione del contenuto.

Nella recensione ho cercato di esporre in maniera sistematica il contenuto dei diversi capitoli di cui i volumi si compongono, tirando le somme con delle considerazioni. Prima di vederle in breve, desidero citare delle parti del testo che nella recensione era impossibile inserire. Saranno disposte seguendo l’ordine del libro, in modo da fornire – insieme alla recensione – una panoramica completa della tesi dell’autore.

In altre parole, tutti i punti di vista non afferenti alla scienza la prendono in esame esclusivamente a partire dalle proprie premesse disciplinari, il preordinato set di concetti e presupposti con cui si avvicinano al loro oggetto. Questo predefinito sistema d’idee, in cui sono immersi sin dall’inizio come un pesce nella sua acqua, vieta loro di questionare la scienza perché li obbliga a cercarvi solo ciò che la loro storia e il loro intelletto disciplinare gli impongono di cercare. La prospettiva da cui si guardano i fatti, insomma, è preformata dalla natura dei differenti tipi di analisi e anche per questa ragione non può avere col pensiero scientifico alcun intimo rapporto. (vol. I, p. 14, nota 3)

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Riassunto de «La Casta»

La Casta di Rizzo e StellaAll’interno del forum di Sitosophia ho proposto tempo fa di discutere del libro (best seller) dei due giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella titolato La Casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili (Rizzoli, 2007). Avendo letto il libro, ho proposto una sorta di riassunto, per capitoli, dal quale poi alimentare la discussione: è venuto fuori un lungo topic.
Riporto qui il riassunto dell’Introduzione (pp. 7-23).
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La mente bicamerale

L'opera di JaynesUn libro raro, unico. Dall’introduzione sembra un manuale sui generis di filosofia della mente, la prima parte assomiglia ad un trattato di psicologia del mondo antico, la seconda parte un saggio di storia e archeologia, l’ultima pare proporre invece una teoria sociologica contemporanea. Dalla coscienza al cervello, dalla poesia antica agli dèi, dalle epigrafi alla filosofia greca e semitica, dalla schizofrenia e l’ipnosi agli oracoli templari; nell’insieme un saggio – nel senso di prova letteraria – di scienza pura. Quindi, di filosofia.
Con The origin of consciousness in the breakdown of the bicameral mind, edito nel 1976 e tradotto in italiano la prima volta nel 1984 e poi pubblicato in una seconda edizione ampliata nel 2002 da Adelphi (composta di 582 pagine) col titolo Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, Julian Jaynes, docente per lungo tempo di psicologia alla Princeton University, ha composto un capolavoro.
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Omaggio a Musti

Domenico Musti, Storia greca (Laterza 2008)Domenico Musti, insigne storico dell’antichità, ha scritto diversi volumi sulla storia greca e romana; ma è spesso ricordato meritatamente per il suo manuale di Storia greca. Linee di sviluppo dall’età micenea all’età romana (edito da Laterza, prima edizione nel 1989, ultima edizione – ridotta – nel 2008).1 La peculiarità di questo volume sta – credo – nella sua pregnanza come testo critico e metodologico nei confronti della disciplina storica, nei suoi vincoli alla storia della cultura. La filosofia, inoltre, è sempre presente nei risvolti politici, sociali ed economici degli episodi storici narrati. Tenterò – in una sorta di omaggio a Musti, o al Musti – di raccogliere le parti (concentrate soprattutto nell’Introduzione e nel primo capitolo) più profonde e, per certi versi, meno storiche del prezioso volume, quelle che parlano della storia stessa.

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Filosofia e Neurofenomenologia

Il Giornale della Filosofia n. 19È uscito il numero 19 del Giornale della Filosofia, dedicato ai rapporti tra Filosofia e neurofenomenologia. Ecco il sommario:

Alberto Giovanni Biuso – Presentazione del numero
Davide Dell’Ombra – Neurofenomenologia: una presentazione
Alberto Giovanni Biuso – Neurofenomenologia della coscienza
Massimiliano Cappuccio – Il caso Robowash. Robotica embodied, neuroni-specchio, intenzionalità motoria
Roberto Marchesini – Soggettività e ontopoiesi
Eugenio Mazzarella – L’androide Philip Dick

Il Prof. Biuso ne ha dato notizia sul forum Cybersofia. Se ne discute anche sul forum di Sitosophia.

Biuso insegna Filosofia della Mente a Catania, Cappuccio è dottore di ricerca a Pavia, Marchesini insegna Scienze Comportamentali Applicate in alcuni atenei italiani, Mazzarella è Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli, dove insegna Filosofia Teoretica da diversi anni.

Questo e un altro (il 14) numero della rivista possono essere aquistati presso la casa editrice-libreria catanese Villaggio Maori, in Via Vittorio Emanuele 366.

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Amleto

AmletoQuale meravigliosa lettura è quella di uno dei capolavori di William Shakespeare, la tragedia di Amleto (nella prima edizione del 1603 titolata La Tragica Storia di Amleto, principe di Danimarca). Un’Elettra mascolina sembra esservi rappresentata, solo moderna anziché greca. Dove l’amore per il padre diviene amore per una patria ormai marcia, la quale – alla morte del suo “dolce principe” – è destinata ad essere retta dalla monarchia inglese. Infatti, nelle ultime righe della tragedia, Shakespeare (nei panni di Orazio) consegna il “voto moribondo” di Amleto a Fortebraccio.

E parla anche di un paese – la Danimarca – che rispecchia la natura umana, “schiava delle passioni”:

Queste sfrenate, rozze gozzoviglie fanno di noi la favola e il ludibrio di tutti gli stranieri: ci chiaman ubriaconi e porci, e macchiano di brutti appellativi il nostro nome; e, per la verità, c’è di che sminuir le nostre imprese, pur se condotte nel modo migliore, ledendoci nel nerbo e nel midollo della reputazione. Ed è così che uomini di pregio, a cagione di un vizio di natura, che si sono portati dalla nascita
e del quale non hanno alcuna colpa, poiché natura non fa distinzione d’origine; o per l’eccessiva crescita di qualche lor personale tendenza, che abbatte quanti ostacoli e fortezze possa loro frapporre la ragione; o per certo lor abito di vita che li porta ad esasperare al massimo la forma di plausibili maniere, è così, dico, che in questi individui, segnati dell’impronta di un difetto o da natura o da maligna stella, tutte l’altre loro buone qualità, per pure e limpide che possan essere fino all’estremo della perfezione, appaiono corrotte agli occhi altrui per colpa di quell’unico difetto. Insomma, basta un briciolo di male ad infettare della sua bassezza tutta la nobile essenza d’un dubbio. (Atto I, Scena IV)

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Intelligenza Artificiale tra psicologia e filosofia

IA tra psicologia e filosofia“Fermiamoci all’atelier” di Vittor – Incontri informativi tra tele e pennelli
Workshop
L’Intelligenza Artificiale tra psicologia e filosofia
Introduzione di Donatella Ragusa
Relazione di Davide Dell’Ombra
Interventi programmati di Francesco La Rosa, Augusto Cavadi e Alberto Spatola
Interventi liberi
Pensato da Donatella Ragusa
Discutendo del progetto dell’Intelligenza Artificiale dal punto di vista filosofico l’incontro, dalla durata prevista di tre ore, vuole proporre una riflessione sulla natura umana aldilà di banali riduzionismi, per ripensare anche il rapporto tra filosofia e psicologia, fra medico e paziente, fra corpo e mente.
Sabato 15 marzo 2008, ore 17.00
Presso lo Studio-Atelier di Vittor
Via P.pe di Vilafranca, 50\a – Palermo
La partecipazione è gratuita. Trattandosi di incontro per cui è previsto un numero limitato di partecipanti, è necessario prenotare entro cinque giorni prima dell’evento al numero 0916114951 o al numero 3687437546.

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Pan

Incrociando due stupende letture, Saggio su Pan di James Hillman (Adelphi) e Il mondo di Odisseo di Moses I. Finley (Laterza), mi sono immerso per un po’ nella Grecia e nella grecità, finalmente. Ma parlerò soprattutto del saggio di Hillman, autore (qui una rassegna di interessanti articoli su di lui) che ho conosciuto tramite i professori Biuso e Raciti: il primo ne ha scritto delle recensioni (anche su questo Saggio) sul suo sito, ora non disponibili, e lo ha citato in questo articolo – dove cita anche una mia recensione (lo ringrazio) – mentre il secondo lo ha ampiamente trattato e discusso durante lezioni e conversazioni.
Saggio su Pan (Hillman)
Hillman esordisce così:

La nostra cultura mostra due vie alternative di regressione, alle quali è stato dato il nome di ellenismo ed ebraismo; esse rappresentano le alternative psicologiche della molteplicità e dell’unità. (p. 12)

Spiega che non sono queste le uniche alternative per una “rimozione”, un ripensamento dell’Occidente su se stesso; queste sono le più adottate. E indica chiaramente perché una – l’ebraismo – è fuorviante e poco risolutiva per noi:

solo rinforzo per le aride abitudini di una mente monocentrica che cerca di tenere assieme il suo universo con sermoni colpevolizzanti. (p. 14)

Mentre l’altra – l’ellenismo – è la migliore. Spiega così il motivo.

L’ellenismo favorisce il rinnovamento offrendo un più ampio spazio e un’altra specie di benedizione all’intera gamma di immagini, sentimenti e strani principi morali che sono le nostre vere nature psichiche. (ibidem)

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«Io sono la mia s’ignora»

CB#1Come dare il benvenuto al nuovo anno se non celebrando il personaggio che per me ha chiuso il precedente? Ho spesso citato C. B. perché l’ho da poco scoperto, riscoperto. Lo sto ammirando molto e ho chiuso nella sua “scoperta” il 2007.

Carmelo Bene, è di lui che parlo, è un nome che viene spesso abbreviato in C. B. e così ho fatto anch’io. Ebbene, intendo parlarne un po’, mostrare se non qualche misera parte delle sue apparizioni (escludendo le opere teatrali, impossibili da mostrare in questo luogo) e citarne ampiamente alcune espressioni. Rimando, per importanti sottolineature letterarie e filosofiche, al sito del mio caro amico e collega Cateno Tempio che da poco ha dedicato al Nostro un bel post.

Trascrivo alcune parti più dense del Maurizio Costanzo Show che il 27 giugno 1994 ospitò Carmelo Bene per un incontro con il pubblico televisivo e la poco amata carta stampata (vi erano molti giornalisti e critici d’arte tra le prime file, oltre che grandi attori di teatro).

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