«Oggi prevale l’etica più franca che si dia, ossia quella espressa dalla massima della sapienza antica: Ego deus mi ipsi lupus tibi». Jakob Spielhans, Fragmente, in Ausgewählten Schriften. («Heute überwiegt die freimütigste mögliche Ethik, das heißt die durch den Denkspruch der antiken Weisheit zum Ausdruck gebrachte: Ego deus mi ipsi lupus tibi»).
Una citazione in una citazione. Così ha inizio e prende forma un esperimento tentato e portato a compimento da Antonio Trovato, Cateno Tempio e dal sottoscritto. Nella suprema ostentazione dell’antinomia logica che consente al falso di ottenere la supremazia sul vero per mezzo del verosimile, abbiamo allestito uno spazio scenico in cui la farsa potesse per un momento prevalere sul ben detto e sul seriamente argomentato: uno spazio all’interno di Sitosophia. In realtà, Facebook (qui e lì) è stato il luogo paterno dove la geniale citazione in una citazione riportata in apertura è apparsa per la prima volta ad opera di Antonio. A lui vanno infatti, maestro dell’arte della farsa elevata a scienza quotidiana, il nostro plauso e il nostro rispetto per la sapienza in materia di quieto vivere, cioè sollazzarsi allorquando spesso invece predomina il rigore e la disciplina. Se servisse conferma della profondità della sua ars burlesca e al tempo stesso del fatto che la traccia rivelatoria dell’essenza si annidi già nel nome della Cosa stessa, basterà – non si volesse porre mente all’incipit declamante «una sorta di edotto esperimento» – tradurre lo stesso cognome del filosofo: Giocherellone. Continua a leggere

