Lectio «magistralis»

Forse sono io, per me stesso, ad essere «un cattivo incontro». Ma non «rinuncio al progetto», se è contemplato il fallimento. Perché, a un certo punto, «chissà Hegel cosa ha visto». E ci si precipita tutti a guardare il corpo del testo. Quel cadavere vivo, che deve sorprendermi ancora. →

«Spam»

Tutto quel che resta del rapporto tra logica e linguaggio, anche a fronte dell’«analisi» di matrice anglosassone, è ben illustrato dallo stesso humor anglosassone, unico umore di cui è degno tutto quel che ne resta. In inglese: «spam» («spalmella», nella resa italiana del 1992). Lo spam è proprio ciò che resta oggi di quel rapporto: […]

Dormire (divertissement)

«Dormire, magari sognare». Amleto (atto terzo, scena prima) non può agire, perché ogni azione perde il proprio nome (non la si può chiamare «azione») se non è atto supremo, quello di piantarsi uno stiletto nel petto. E da che l’uomo ha coscienza, ha paura di morire perché non sa che cosa potrebbe mai sognare una […]

«Ora sono più della mia immagine»

A chi guarda l’invisibile (la forma in nuce del testo), la citazione appare immediatamente come quello spazio ingovernabile tra le linee perfette dell’intreccio: emerge ribelle il contenuto incontentabile in una forma che non gli appartenga già da sempre. Non riesce di pensare altro di dicibile, se non qualche domanda. La prima è questa: — Perché, in fin […]