Lectio «magistralis»

Forse sono io, per me stesso, ad essere «un cattivo incontro». Ma non «rinuncio al progetto», se è contemplato il fallimento. Perché, a un certo punto, «chissà Hegel cosa ha visto». E ci si precipita tutti a guardare il corpo del testo. Quel cadavere vivo, che deve sorprendermi ancora. →

Mal di denti

Johànn. Sebàstian. Bàch. Con queste paroline armonizzate in sequenza sonora, canora ed epica si è chiuso il mio personale 2012. Probabilmente anche quello di oltre un centinaio di persone, tutte quelle ai piedi del palco del teatro cittadino catanese. Ormai ritengo inutile, ozioso, superfluo chiamarlo col suo bel nome, «Teatro Coppola»: quello è il teatro […]

Dormire (divertissement)

«Dormire, magari sognare». Amleto (atto terzo, scena prima) non può agire, perché ogni azione perde il proprio nome (non la si può chiamare «azione») se non è atto supremo, quello di piantarsi uno stiletto nel petto. E da che l’uomo ha coscienza, ha paura di morire perché non sa che cosa potrebbe mai sognare una […]

Nominato

«[…] leggere è scrivere. Il soltanto lettore è un fuori tema. È un parvenu davanti a un foglio sempre più sbiancato. Ho di-scritto la voce dell’inorganico, dell’inanimato, dell’amorfo, del non resuscitato alla smorfia dell’arte, lasciandomi possedere dal linguaggio e non disponendone […]. Da dove ho cominciato a farla finita una volta per tutte con il […]

«Io sono la mia s’ignora»

Come dare il benvenuto al nuovo anno se non celebrando colui che per me ha chiuso il precedente? Ho spesso citato C. B. perché l’ho da poco scoperto, riscoperto. Lo sto ammirando molto e ho chiuso nella sua “scoperta” il 2007. Di Carmelo Bene intendo mostrare se non qualche misera parte delle sue apparizioni (escludendo le opere teatrali, […]