Mal di denti

Johànn. Sebàstian. Bàch. Con queste paroline armonizzate in sequenza sonora, canora ed epica si è chiuso il mio personale 2012. Probabilmente anche quello di oltre un centinaio di persone, tutte quelle ai piedi del palco del teatro cittadino catanese. Ormai ritengo inutile, ozioso, superfluo chiamarlo col suo bel nome, «Teatro Coppola»: quello è il teatro […]

Nominato

«[…] leggere è scrivere. Il soltanto lettore è un fuori tema. È un parvenu davanti a un foglio sempre più sbiancato. Ho di-scritto la voce dell’inorganico, dell’inanimato, dell’amorfo, del non resuscitato alla smorfia dell’arte, lasciandomi possedere dal linguaggio e non disponendone […]. Da dove ho cominciato a farla finita una volta per tutte con il […]

Text ohne Zeit

I libri che possediamo ma che ancora attendono di essere letti è come se, nel maturare la loro attesa, crescessero, dilatassero fino a risultare inzuppati, almeno un po’, di cose davvero interessanti per noi: letti troppo presto, sarebbero meno zuppi, meno interessanti. Ogni libro è fuori dal tempo, ma noi che li leggiamo siamo dentro […]

Res gestæ

Spazio e tempo stanno nella stessa relazione esclusiva di realtà e possibilità: il tempo è l’estensione del possibile, lo spazio è l’intensione dell’impossibile o reale (la cosa, res, è impossibile in quanto cosa; è passibile però di usi – quando cioè è oggetto). La predominanza dello spazio non è logica (semmai illogica), ma linguistica: il […]