Propedeutica a Hegel

Se si vuole iniziare a capire Hegel è meglio che si torni tra i banchi di scuola; non certo però a sentir parlare di lui, piuttosto a sentire lui stesso. Prima di ogni oltra sua opera andrebbe infatti letta la Philosophische Propädeutik, raccolta delle lezioni ginnasiali che Hegel tenne a Norimberga tra il 1808 e il 1813. Vi è discussa in maniera elementare la fenomenologia dello spirito ad uno stadio maturo e anticipata nei suoi tratti essenziali l’enciclopedia delle scienza filosofiche; è espresso il senso della logica hegeliana e della filosofia del diritto. È la propedeutica perfetta al pensiero di Hegel. Letta questa, si passi pure alla Fenomenologia, quindi alla Scienza della Logica, quindi all’Enciclopedia: basti tanto per capire.

In Italia, naturalmente, un’edizione della Propedeutica non si vede dal 1977 edita da La Nuova Italia, ristampa di quella del 1951 presso Sansoni (di Firenze), curata da Giorgio Radetti, rigorosamente introvabile se non in qualche biblioteca. Il miglior regalo editoriale del 2010 è forse la nuova edizione che presso Bompiani dovrebbe uscire nel giro di qualche mese: Tutti gli scritti di Norimberga.

Un esempio di quel che si può trovare dentro questo testo è di tale fatta:

Chi persegue il piacere, cerca solo se stesso secondo la propria accidentalità. Chi è occupato con grandi opere e interessi, si sforza soltanto di portare alla realtà effettuale la cosa in sé. Egli è rivolto al sostanziale, non si ricorda di sé in esso, dimentica se stesso nella cosa. Uomini di grandi interessi ed attività sogliono essere compianti dal volgo, poiché hanno poco piacere, ossia vivono soltanto nella cosa non nella loro accidentalità» (Dottrina del diritto, dei doveri e della religione, Seconda sezione: Dottrina dei doveri o Morale, §37).

Rivolgersi alla sostanza delle cose è pensare a tutto fuorché a sé.

Pubblicato in Filosofia cioè arte | Etichette: | 6 Commenti

Sotto un unico cielo

Cosa è il linguaggio e come questo si intreccia con la scrittura: la calligrafia. Cosa ha che fare l’arte della scrittura con l’arte della spada. Cosa significa uno stadio di coscienza. Cosa questo ha che fare con la scrittura e la sua arte. Qual è la differenza tra uno e molti, per noi occidentali «monismo» e «pluralismo», in Oriente. Cosa ha che fare questa differenza con la politica, l’arte di regnare. Cosa significa, esattamente, la «legge». E che rapporto ha tutto ciò con la morte.
Tutto questo è Hero, dalla prima all’ultima scena: un film di Zhang Yimou che magistralmente unisce forma e contenuto, dove l’una è l’altro in modo perfetto. Va’ mirata, quest’opera, come di fronte ad uno specchio.

Pubblicato in Arte cioè filosofia | 7 Commenti

Gemeinsam essen

Il garbo di uno spiritello (uno spirito particolare, anzi individuale) contempla manicare insieme ai propri simili. Dico di uno spiritello perché indico un interesse di una coscienza nei confronti della questione (mangiare, cioè, insieme o no): si tratta di un filosofo, insomma. Un non filosofo, per dir così, non prende parte allo Spirito, quindi non può essere uno spiritello. In ciò il filosofo si accosta al morto. Si accosta, ma ancora si nutre. E lo deve fare gemeinsam: «Solipsismus convictori definisce Kant l’atteggiamento di chi prende i pasti da solo, sottolineando la sconvenienza di tale abitudine per il filosofo, che non può lasciare alcun momento della sua vita alla degradazione di un piacere fine a se stesso» (così scrivono in Storia della felicità, p. 487). La maniera garbata è per Kant lo stimolo della virtù. Allora non basta che si sia in compagnia – bisogna simposiare con grande maniera, con stile. Perché la forma è la matrice del comportamento, almeno tanto quanto l’abitudine è l’ordine dell’etica.

Pubblicato in Filosofia cioè arte | 13 Commenti

Della vita amena

Curo questo sito ma non me ne curo; sono i miei amici a curarsene – e mi invogliano a scrivervi, ché ultimamente l’ho curato poco davvero. Non perché non voglia, in realtà – quanto perché non abbia di che scrivere. Non è indifferenza, la mia, a scrivere in materia di società – ché la materia della società sono io e non mi sono certo indifferente – bensì disimpegno per queste cose e impegno per altre. Le cose altre mi rapiscono ma gli amici mi forniscono la sostanza di cui parlare.
Infatti, segnalo una interessante serie americana prodotta, sceneggiata e diretta da David Goyer, autore dei Batman di Nolan, dal titolo FlashForward. Conoscere il futuro, cambiarlo o esserne schiavi: le solite cose; ciò che conta è sapere che un film può rapirmi senza interessarmi. E anche il contrario: mi interessa ma non mi attrae. Punto e basta.
Intanto vivo in biblioteca e godo dei frutti dell’amore universale: la filantropia che spinge a scrivere di noi e per noi. Leggo e penso. Che altro serve, Signori?
Non è impostura ma oziosa ipocrisia. E viva la seconda.

Pubblicato in Appunti di un comunissimo blogger | 7 Commenti

Cervelli fuggenti. Per il movimento studentesco

Ogni tanto, di fronte ad avvenimenti sociali e politici degni di scandalo, ci si ri-unisce – e questo è bene. Ma se per seguire un motto (“ …unitevi!”) allora si tenga a mente che si è vittime di un ingenuo fraintendimento dettato da indottrinamento. Alla fine di un testo che raccoglie in antologia alcuni scritti del noto etologo, Konrad Lorenz afferma che sono sette i modi in cui “la nostra cultura” starebbe portando avanti il proprio suicidio. Il settimo è costituito proprio dall’indottrinamento. Egli, pensando alle grandi disattenzioni del mondo politico e sociale alle più basilari emergenze planetarie, scrive:

Questa irresponsabilità dei responsabili non è dovuta al loro essere stupidi o immorali. ma al loro indottrinamento. Questo può essere considerato il pericolo pubblico numero sette; fondamentalmente identico alla superstizione, è mimetizzato da una terminologia pseudo-scientifica e cresce velocemente col numero assoluto di persone che possono essere influenzate dai cosiddetti mass-media. La funzione di ogni dottrina, come dice Philip Wylie, è di spiegare ogni cosa. Dove impera una dottrina, se n’è andata ogni possibilità di verità e, con questa, ogni speranza di un consenso intelligente1.

Continua a leggere »

Pubblicato in Appunti di un comunissimo blogger | 3 Commenti

A proposito di Jakob Spielhans

«Oggi prevale l’etica più franca che si dia, ossia quella espressa dalla massima della sapienza antica: Ego deus mi ipsi lupus tibi». Jakob Spielhans, Fragmente, in Ausgewählten Schriften. («Heute überwiegt die freimütigste mögliche Ethik, das heißt die durch den Denkspruch der antiken Weisheit zum Ausdruck gebrachte: Ego deus mi ipsi lupus tibi»).

Una citazione in una citazione. Così ha inizio e prende forma un esperimento tentato e portato a compimento da Antonio Trovato, Cateno Tempio e dal sottoscritto. Nella suprema ostentazione dell’antinomia logica che consente al falso di ottenere la supremazia sul vero per mezzo del verosimile, abbiamo allestito uno spazio scenico in cui la farsa potesse per un momento prevalere sul ben detto e sul seriamente argomentato: uno spazio all’interno di Sitosophia. In realtà, Facebook (qui e ) è stato il luogo paterno dove la geniale citazione in una citazione riportata in apertura è apparsa per la prima volta ad opera di Antonio. A lui vanno infatti, maestro dell’arte della farsa elevata a scienza quotidiana, il nostro plauso e il nostro rispetto per la sapienza in materia di quieto vivere, cioè sollazzarsi allorquando spesso invece predomina il rigore e la disciplina. Se servisse conferma della profondità della sua ars burlesca e al tempo stesso del fatto che la traccia rivelatoria dell’essenza si annidi già nel nome della Cosa stessa, basterà – non si volesse porre mente all’incipit declamante «una sorta di edotto esperimento» – tradurre lo stesso cognome del filosofo: Giocherellone.
Continua a leggere »

Pubblicato in Appunti di un comunissimo blogger | 7 Commenti

Changeling

Per questa sezione, così inaugurata, avevo pensato altro; tuttavia – le cose non vanno mai come si progettano: si gettano da sole, in realtà. Inauguro dunque questo spazio dedicato al cinema con un breve articolo sul recente Changeling (Clint Eastwood, USA 2008) avvertendo che si tratta di una forma del tutto diversa rispetto a quella che utilizzerò nelle prossime occasioni (per intenderci – quelle progettate). Questa prima occasione – che evidentemente è una “riflessione cinematografica” davvero minore – è data dalla collaborazione con l’Associazione Etnea Studi Storico-Filosofici (cui va il mio ringraziamento) che inaugura un nuovo giornale: “Timeo”. Nel numero 0 (marzo 2009) è presente una versione più breve dell’articolo che qui invece propongo integralmente, per quanto breve.

ChangelingIl nuovo lavoro di Clint Eastwood alla regia (e per la seconda volta anche alla colonna sonora), Changeling, si presenta piacevolmente in linea con quelli precedenti. Se pensiamo infatti a Mystic River e a Un mondo perfetto (probabilmente esteticamente superiori a questo), rileviamo immediatamente una continuità concettuale: da un lato le violenze subìte dai bambini, protagonisti e vittime dei suoi film, e dall’altro lo scontro tra il singolo e la corruzione diffusa, specie degli organi ufficiali dello Stato coi quali si dovrebbe garantire l’ordine e la protezione.

Continua a leggere »

Pubblicato in Arte cioè filosofia | Scrivi un commento

Malìa

MalìaMalìa è un libretto scritto da Luigi Capuana intorno al 1891. Sono disponibili in rete la copertina della prima italiana (qui di lato riportata) e il testo originale integrale. Apprezzatissima tanto in lingua quanto nella versione in dialetto del 1902, l’opera di Capuana mette a nudo un coacervo di emozioni dure che si sciolgono nello spettatore – come anche nel lettore – assolvendo appieno alla più aristotelica funzione del teatro. Un intreccio di magia, schizofrenia e il più profondo e nobile dei sentimenti umani: non l’amore, ma l’odio. L’odio che è amore. Jana, promessa a Nino, è preda del desiderio per Cola il quale, pur condividendo il sentimento, funestamente sposa la di lei sorella; nel tempo le condizioni di Jana si aggravano, vivendo ella una scissione fortissima tra l’onestà nei confronti del matrimonio della sorella e il desiderio delirante per il marito di lei. L’epilogo è tragico: confessato tutto a Nino, questi uccide Cola “spezzando l’incantesimo”.
Continua a leggere »

Pubblicato in Arte cioè filosofia | Scrivi un commento

Un esame della dottrina darwiniana

Nancy Burson - Evolution II (1984)

«Cercherò di ripercorre un programma accademico alquanto complesso e lungo, il cui iter ha inizio con la lettura de L’origine delle specie, L’origine dell’uomo e L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali di Charles Darwin, prosegue con l’ausilio di Louis Bolk e il suo Il problema dell’ominazione, e si affaccia ad un confronto con la teoria di Humberto Maturana e Francisco Varela presentata nel loro Autopoiesi e cognizione, completandosi con un riferimento (a mo’ di appendice) al testo di E. S. Russell, Form and function. Il programma vede uniti i corsi di Filosofia teoretica e Filosofia delle religioni dell’A.A. 2007-2008, curati dal Prof. Giuseppe Raciti presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania. Quello che tento di fare è rispondere a mio modo alle domande che il corso suscita inevitabilmente, e naturalmente il risultato non sarà altro che una lettura personale – molto modesta – dei testi. Se si vuole, un modo alternativo di preparare un (ultimo) esame universitario».

Con queste iniziali parole tento di spiegare le mie intenzioni nel documento che per ragioni di spazio ho reso disponibile in formato Adobe: Un esame della dottrina darwiniana.

Continua a leggere »

Pubblicato in Filosofia cioè arte | 7 Commenti

Nasce ItaliaBlog

Oggi, dopo che verso la fine del 2008 il Governo discute della legittimità dell’informazione nello spazio aperto del web (vedi discussione su Sitosophia), nasce ItaliaBlog, dell’amico Alfio Maria Fiamingo, blog che «non è una testata giornalistica, poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001». Fatte queste premesse, nell’editoriale del numero zero della non-testata, Fiamingo spiega come e perché nasce ItaliaBlog. Ho avuto inoltre l’onore di veder ripresentati, nella sezione “Filosofia & Libero Pensiero”, alcuni miei articoli sul tema dell’Intelligenza Artificiale apparsi tempo fa ne Il Tempio dell’Ombra. Si tratta de La filosofia dell’Intelligenza Artificiale, La natura dell’algoritmo e il materialismo del funzionalismo e – un approfondimento di quest’ultimo – Funzionalismo e algoritmi. Leggendo alcune delle interessanti pagine del blog, contraddistinto a mio avviso da una apertura “politica” significativa, mi ha colpito un articolo sulle ragioni del presidenzialismo nel quale ho lasciato un commento perché credo possa risultare utile tanto avviare (sebbene in modo abbastanza duro) una discussione sull’argomento quanto spronare l’uso interattivo del mezzo internet che la non-testata intende giustamente sfruttare a pieno. Buona scrittura.

Pubblicato in Appunti di un comunissimo blogger | Scrivi un commento